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La crisi del gas

Energia
Il 24 febbraio iniziava l’offensiva russa in Ucraina: da quel giorno, complice la grande dipendenza europea dalle materie energetiche russe, il prezzo del petrolio e dei beni energetici ha iniziato la sua corsa che non pare volersi arrestare.      
Varie misure sono state adottate a livello nazionale ed europeo, vediamo meglio in cosa consistono ripercorrendo gli ultimi avvenimenti.

Il 26 febbraio il Ministero della Transizione Ecologica dichiara lo stato di preallarme considerati:
  • la guerra in atto tra Federazione Russa e Ucraina, dai cui territori passa gran parte delle forniture di gas naturale; 
  • il livello di pericolosità della minaccia alle forniture è sensibilmente maggiore rispetto alle analisi di rischio; 

attua quindi le seguenti misure:
  • il riempimento anticipato degli stoccaggi rispetto alle procedure attuate in condizioni normali, come da accordi presi in sede europea il 23 febbraio;
  • la sensibilizzazione degli utenti in merito alla situazione vigente.

Il protocollo di crisi prevede tre livelli di allerta: 
  1. preallarme (early warning)
  2. allarme
  3. emergenza

Nei primi due il mercato e le forniture continuano a funzionare secondo le regole del mercato, mentre nel caso dello stato di emergenza si può far ricorso alle risorse strategiche, che possono essere impiegate solo nel caso in cui il mercato non risponda più alla domanda di gas naturale, oltre che limitare le forniture ad alcune imprese dette “interrompibili” e previste per legge.

È bene ricordare che lo stato di preallarme era stato adottato anche nel 2018 per il freddo superiore alle medie stagionali; in ogni caso la situazione è seria e non va sottovalutata. 

Al 27 febbraio il livello medio europeo di riempimento degli stoccaggi era del 29.7%, mentre quello italiano era del 38.5%. Occorre anche considerare che siamo alla fine dell’inverno e che, con l’arrivo di temperature più miti, i consumi diminuiscono sensibilmente con lo spegnimento dei sistemi di riscaldamento.

La più grande minaccia che Putin può utilizzare nei confronti dei Paesi europei è l‘interruzione delle forniture di prodotti energetici, in particolare del gas naturale. 

Gazprom, una delle principali compagnie energetiche russe, ha tenuto a rassicurare i propri clienti garantendo che le forniture di gas russo attraverso il territorio ucraino non verranno interrotte, anzi dal 24 febbraio al punto di arrivo del Tarvisio, in Friuli-Venezia Giulia, si sono registrati volumi straordinariamente abbondanti rispetto al resto della stagione.

Com’è strutturato il sistema del gas nazionale e quali sono le azioni che il Governo intende attuare per far fronte ad una eventuale interruzione delle forniture russe?

Il sistema del gas nazionale


Il sistema del gas nazionale si articola su quattro pilastri:
  • Produzione
  • Importazione
  • Rigassificatori
  • Stoccaggio

Sistema del gas naturale in Italia, sito SNAM

Produzione


Del drastico calo di produzione nazionale avevamo già accennato in un precedente articolo (link in fondo) e non vi è molto da aggiungere se non che scelte miopi in termini di politiche energetiche nazionali hanno portato l’estrazione nazionale dai circa 15 miliardi di m3 nel 2001 ai circa 4 del 2020. Come risposta alla crisi attuale, il governo Draghi ha predisposto l’aumento della capacità estrattiva per il prossimo anno sino a 5 miliardi di metri cubi per le concessioni esistenti.


Dati produzione nazionale di gas naturale, sito ARERA

Importazione


L’Italia importa circa il 95% del gas, rimanendo così esposta alle fluttuazioni del mercato ed in balia degli eventi internazionali come quelli che stiamo vivendo in questi giorni. Di questo, ben il 43% proviene dalla Russia.


Elaborazione grafica di YouTrend su dati del Ministero della Transizione Ecologica, sito YouTrend

L’Italia importa gas naturale dall’estero attraverso cinque gasdotti internazionali e tre terminali di rigassificazione. 


Dati di import/export del gas naturale del 17/03, sito SNAM

I gasdotti che riforniscono l’Italia sono:
  • Transmed: è solo l’ultimo tratto di una serie di gasdotti che dal giacimento di Hassi R’mel nel deserto algerino portano il gas in Italia a Mazara del Vallo. È costituito da cinque condotte sottomarine e con una capacità massima di circa 30 mld m3/anno. Nel 2020 (ultimi dati disponibili) ha trasportato 18 mld m3: presenta quindi un ampio margine per aumentare le forniture;

  • Green Stream: trasporta il gas del giacimento libico di Wafa fino a Gela, è costituito da una sola condotta e nel 2020 ha trasportato 4.5 mld m3. Nonostante la Libia abbia attraversato grandi momenti di instabilità dovuti alla guerra civile, i volumi di gas esportato si sono mantenuti pressoché costanti;

  • TAP (Trans Adriatic Pipeline): è parte del Corridoio Meridionale del Gas che esporta in Europa il gas naturale del giacimento di Shah Deniz II in Arzebaijan. Progettato per una capacità di 10 mld m3/anno, è attualmente sotto sfruttato, ma è in corso di studio e di prossima realizzazione il raddoppio della capacità mediante nuove stazioni di compressione;


  • TAG (Trans Austria Gasleitung): connesso al TENP (Trans Europe Naturgas Pipeline) e ai gasdotti Jamal-Europe e Sojuz che trasportano il gas russo. Il punto di ingresso in Italia è rappresentato da una doppia connessione al Tarvisio e a Gorizia: la seconda rappresenta un gasdotto di interconnessione Italia-Slovenia-Ungheria in fase di costruzione. Il 3 marzo Gazprom ha sospeso l’invio di gas in Europa mediante il gasdotto Jamal Russia-Germania dal quale transita il 10% complessivo delle forniture russe;

  • Transitgas: approda a Passo Gries (VB) e trasporta il gas proveniente da Norvegia e Olanda, con una capacità di 18 mld m3/anno, di cui 2,5 per il mercato svizzero. I volumi trasportati erano diminuiti nel 2021 per la minore produzione norvegese, ma sono aumentati nel 2022.

Rigassificatori


Una delle soluzioni che il ministro Cingolani intende perseguire per diminuire, e in futuro annullare, la dipendenza dal gas russo è di aumentare il numero e la capacità operativa dei rigassificatori presenti sul territorio nazionale.
I rigassificatori attualmente funzionanti sono tre:
  • Paniglia (SP)
  • Porto Viro (RV)
  • OLT-Livorno

Il funzionamento di un rigassificatore e le particolarità di quello offshore di Livorno sono stati trattati in un post IG.
I tre impianti attualmente funzionano al 60% della loro capacità e si parla quindi di portarli a pieno regime, oltre che di installare un rigassificatore offshore al largo di Piombino (LI). Sono inoltre autorizzati e pronti a partire i lavori di costruzione per i rigassificatori di Falconara (AN), Porto Empedocle (AG) e Gioia Tauro (RC).

Stoccaggio


Lo stoccaggio ha la finalità di compensare, all’interno del sistema gas nazionale, la fluttuazione dei consumi e garantire una riserva strategica”, la definizione dal sito del Ministero della Transizione Ecologica. 

Lo stoccaggio consiste nell’utilizzo di giacimenti attivi in passato per immagazzinare gas. È necessario per ottimizzare l’utilizzo della rete del gas nazionale, per permettere di gestire le strutture produttive e del trasporto gas con adeguati margini di elasticità, per contribuire al fabbisogno energetico nazionale e, soprattutto, per fronteggiare una situazione di mancanza o riduzione degli approvvigionamenti o di crisi del sistema nazionale, siano esse condizioni climatiche particolarmente rigide o blocchi di approvvigionamento da fonti estere.

Nell’ambito dello stoccaggio si distinguono:
  • lo stoccaggio strategico: riserva di gas con ruolo di sostegno del sistema nazionale del gas naturale in situazioni di emergenza; può essere utilizzato solo su decisione del MiSE, il Ministero dello Sviluppo Economico. Questo gas è di proprietà dell’operatore e non è disponibile sul mercato;
  • lo stoccaggio di modulazione: finalizzato a soddisfare la modulazione dell’andamento giornaliero, stagionale e di punta dei consumi;
  • lo stoccaggio minerario: necessario per motivi tecnici ed economici a consentire lo svolgimento ottimale della coltivazione di giacimenti di gas naturale nel territorio nazionale, con la duplice finalità di:
1- assicurare alla produzione nazionale una flessibilità della fornitura,
2- tenere conto dei rischi tecnici di fermo della produzione.


I siti di stoccaggio di gas naturale di SNAM, sito SNAM

Gli interventi del Governo


Durante un question time alla Camera, il Presidente del Consiglio ha illustrato i provvedimenti che saranno attuati per proteggere il Paese in caso di interruzione delle forniture di gas russo.
Il Governo, ha detto Draghi, pone la massima attenzione agli eventi che si susseguono sullo scacchiere internazionale e ha messo in atto una diversificazione degli approvvigionamenti di gas naturale, oltre che un aumento del contributo delle fonti rinnovabili; ha inoltre posto l’attenzione sulla discutibile scelta di aumentare i volumi di gas russo dopo l’invasione della Crimea. 

Ha ricordato l’impegno del Governo sulle autorizzazioni per  i nuovi impianti eolici offshore, per i rigassificatori e per gli impianti di produzione del biometano.

L’Italia fa inoltre parte del consorzio EUROfusion, che svolge attività di ricerca sulla fusione atomica e che conta di far entrare in funzione il primo prototipo nel triennio 2025/2028.
In una successiva interrogazione in merito alla transizione ecologica e alla crisi energetica, il Presidente ha risposto dicendo che al momento è necessaria un’efficace e rapida diversificazione e un’accelerazione degli investimenti sulle rinnovabili, oltre che misure che incentivino il risparmio e l’efficienza energetica.

In un’informativa alla Camera del 25 febbraio, il premier aveva ventilato anche la possibilità della riapertura delle centrali a carbone, per far fronte ad eventuali mancanze nell’immediato. Lo stop all’uso del carbone entro il 2025 aveva portato alla riconversione a gas di 5 delle 7 centrali a carbone italiane, ma già a dicembre quella di La Spezia e di Montefalcone erano tornate in funzione per far fronte ai rincari delle materie energetiche.

La fine dell’inverno e l’arrivo di temperature più miti consentono di guardare con più fiducia ai prossimi mesi. L’Italia si impegna a spingere l’UE al fine di realizzare stoccaggi comunitari così da poter aiutare tutti i Paesi in caso di riduzione temporanea delle forniture.

È del 16 marzo la notizia secondo cui il governo tedesco ha approvato un accordo di solidarietà bilaterale fra Germania e Italia, che prevede consegne di gas in caso di necessità. L’accordo sarà siglato il 29 marzo a margine del Berlin Energy Transition Dialogues, dai rispettivi ministri Cingolani e Habeck. La Germania ha già firmato intese simili con Danimarca e Austria e ha in programma di stringerne altre.

Perno dell’azione di governo, ha sottolineato il premier, rimane la transizione energetica. Ha anche ricordato che le azioni intraprese per far fronte alla situazione di emergenza non devono distogliere l’attenzione dagli obiettivi prefissati.

I nuovi accordi 


Nelle ultime settimane il ministro degli Esteri Di Maio e l’a.d. di Eni Descalzi hanno compiuto numerosi viaggi in paesi produttori di gas al fine di stipulare nuovi contratti e ridurre la dipendenza energetica dalla Russia.

In Algeria, che a febbraio è stato il maggior esportatore di gas in Italia, Eni farà un investimento per aumentare la produzione di gas, così da poter accrescere la quota destinata alle esportazioni; dal punto di vista infrastrutturale, invece, non sono richiesti adeguamenti in quanto i gasdotti presentano margini di operatività.

In Qatar, attualmente primo fornitore per il GNL, ci sarebbe un accordo per aumentare le esportazioni, ma i dettagli non sono stati resi noti. 

Sono stati avviati contatti anche in Angola e nella Repubblica Democratica del Congo al fine di realizzarvi due impianti per il GNL e arrivare così alle esportazioni nel 2023, ma il ministro Di Maio ha annunciato che saranno necessarie ulteriori trattative.

Per quanto riguarda il Green Stream, le cui importazioni erano ridotte a causa della guerra civile, ci potrebbe essere un aumento delle forniture, ma al momento non si hanno notizie certe.
Per il TAP sarà necessario attendere circa tre anni affinché raggiunga i 20 mld m3/anno per cui è stato progettato. Attualmente trasporta 7mld m3/anno che potrebbero diventare 9, poco meno dell’attuale capacità operativa attuale ovvero 10 mld m3/anno.

Il ministro Cingolani ha stimato in 24-30 mesi la possibilità di sganciarsi dalle forniture russe: per raggiungere questo obiettivo è necessario trovare forniture sostitutive per 29 miliardi di metri cubi di gas, ma già nei prossimi due mesi la metà di questi sarà compensata, così ha detto in un’intervista a Repubblica il ministro Di Maio.

** A causa delle sanzioni in atto il sito di Gazprom non è raggiungibile; pertanto, non sono disponibili gli ultimi dati sulle esportazioni e sui gasdotti attivi. ** 

Link articolo precedente-> http://pianetaenergy.org/tpost/7pzixvkit1-energia-il-perch-dei-rincari-in-bolletta

Fonti:

https://www.mite.gov.it/notizie/il-mite-dichiara-lo-stato-di-preallarme 
https://www.snam.it/it/trasporto/dialoga-con-noi/news/2022/20220226_Stato-preallarme.html 
https://www.corriere.it/economia/consumi/22_febbraio_27/energia-che-cos-stato-pre-allarme-gas-dichiarato-governo-a132487c-97b9-11ec-97aa-535db4de4386.shtml 
https://www.snam.it/it/trasporto/dati-operativi-business/0_mappa_interattiva/ 
https://www.mite.gov.it/energia/gas-naturale-e-petrolio/gas-naturale/stoccaggio 
https://www.snam.it/it/chi-siamo/infrastrutture-snam/stoccaggio/ 
https://www.snam.it/it/chi-siamo/infrastrutture-snam/ 
https://www.arera.it/it/dati/gm52.htm 
https://www.ilpost.it/2022/03/12/gas-importazione-europa-russia/ 
https://www.tap-ag.it/infrastruttura-e-funzionamento/dati-e-numeri 
https://www.transmed-spa.it/sistema_di_trasporto.php?lingua=1 
https://www.greenstreambv.com/it/gasdotto-greenstream.html 
https://www.transitgas.ch/en/transport-system/ 
https://www.taggmbh.at/en/transmission-system/tag-pipline-system/ 
https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2022/03/03/ucraina-fermo-flusso-gasdotto-yamal-russia-germania_965e4356-f567-4102-baa0-59faf7242ba1.html 
https://leonardo.it/news/rigassificatori-in-italia-cosa-sono-alternativa-gas-russo/?refresh_ce 
https://formiche.net/2022/03/crisi-energia-governo-draghi/ 
https://www.ansa.it/canale_ambiente/notizie/energia/2022/02/25/ucraina-draghi-ipotesi-riapertura-centrali-carbone_99a9396b-3bdf-4cef-9532-a7c34b69fa9c.html 
https://www.ilsole24ore.com/art/emergenza-energia-italia-7-centrali-carbone-pronte-ripartire-AEgiMSGB 
https://tg24.sky.it/cronaca/2022/02/26/centrali-a-carbone-italia#09 
https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2022/03/16/governo-tedescook-accordo-solidarieta-gas-germania-italia_f98233bb-cbc7-498c-9aef-04a2ee81a7f9.html 
https://www.ilpost.it/2022/03/16/governo-eni-riduzione-dipendenza-gas-russo/?utm_medium=social&utm_source=facebook&utm_campaign=lancio 
https://www.ilsole24ore.com/art/di-maio-e-descalzi-congo-e-angola-l-indipendenza-gas-russo-AEow4mJB 
https://www.ilpost.it/2022/03/17/austerity-1973/ 
https://www.corriere.it/politica/22_marzo_13/occasione-perduta-dell-austerity-50-anni-fa-quando-era-gia-tutto-chiaro-9c970a5e-a304-11ec-9cf0-42c4e5b7cf94.shtml 
Credits copertina: Luca Cellini
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