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I carburanti SAF - sustainable aviation fuel

Energia
Era l’anno 1923 quando i chimici Franz Fischer e Hans Tropsch decisero di adottare un nuovo approccio per convertire il carbone in un più utile combustibile sintetico, tramite un processo già teorizzato in Germania dieci anni prima. Questo nuovo metodo ebbe un tale successo che la Germania, ricca di carbone, lo usò durante la seconda guerra mondiale per produrre combustibile in sostituzione al tradizionale petrolio a base fossile. Come risultato, il 92% del carburante aereo tedesco e oltre il 50% della sua fornitura di petrolio negli anni ’40 furono creati utilizzando il processo di liquefazione del carbone introdotto dai due chimici.


Oggi il Fischer-Tropsch è uno dei principali metodi per la produzione di carburanti di tipo SAF (sustainable aviation fuel). E notizia recente è che nella stessa Germania, a Wertel, è stato inaugurato il primo impianto industriale al mondo che produce un cherosene a zero emissioni di CO2, realizzato mediante il processo “PtL” (Power-to-liquid), uno dei tanti modi di produrre i SAF.  L’impianto in questione sfrutta l’elettricità di quattro parchi eolici adiacenti per produrre idrogeno dall’acqua tramite elettrolisi.
L’idrogeno viene poi combinato con anidride carbonica, catturata da sistemi DAC o da impianti biogas, per produrre il petrolio greggio, che può successivamente essere raffinato in carburante per jet. Una volta utilizzato, il cherosene sintetico rilascia nell’atmosfera tanta CO2 quanta ne è stata precedentemente rimossa per produrre il carburante, rendendolo quindi carbon neutral. Anche considerando le varie fasi di trasporto e di produzione del cherosene sintetico, è stato possibile dimostrare un abbattimento fino all’80% delle emissioni di CO2.

Ok ma…quanto costerà riqualificare i motori già esistenti?
Niente! Infatti, un grande vantaggio nell’utilizzo dei SAF è che questi rappresentano una soluzione completamente “drop-in”, ovvero gli aerei ne possono usufruire senza dover essere modificati in alcun modo. Lo stesso vale per il trasporto e la distribuzione, dato che questi carburanti sono compatibili con le già esistenti infrastrutture, comprese le condutture e le stazioni di rifornimento. 

Tuttavia, il PtL è attualmente prodotto a un costo relativamente elevato e su scala ridotta, e questo potrà cambiare solamente se lo sviluppo del settore dell’idrogeno green continuerà a crescere in tutto il mondo. A tal proposito gli esperti si aspettano che a breve il PtL possa essere più pronto e maturo per l’uso su scala più ampia, con una sua esplosione (metaforica) attesa tra il 2025 e il 2030.

Ma quindi, concretamente che si fa? Beh, al momento alcune compagnie impiegano miscele con percentuali di SAF al massimo fino al 50%, tra queste Lufthansa si dimostra tra le più attive. Partner del nuovo progetto di Wertel, la compagnia tedesca ha infatti firmato per acquistare almeno 25.000 litri di carburante PtL all’anno nei prossimi cinque anni, mettendolo a disposizione dei propri clienti. Si parla quindi di quantità modeste che possiamo definire ancora “di prova”.

La volontà di rinnovarsi sembra quindi esserci da parte di alcune compagnie aeree, che, seppur responsabili del “solo” 2,5% di emissioni di CO2 annue, così facendo darebbero una mano all’ambiente e un bel segnale al mondo dell’industria moderna.


Fonti:
https://www.wetravel.biz/2021/10/05/lufthansa-investe-nel-primo-impianto-power-to-liquid-in-germania/

https://www.umweltbundesamt.de/sites/default/files/medien/377/publikationen/161005_uba_hintergrund_ptl_barrierrefrei.pdf

https://www.mtu.de/technologies/world-class-technology/alternative-fuels/

https://www.ndr.de/nachrichten/niedersachsen/osnabrueck_emsland/werlte238_backId-werlte224.html#content

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